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Cosa vedere a Locorotondo?

Cosa vedere a Locorotondo?

Locorotondo è una cittadina in provincia di Bari che incanta i visitatori con il suo centro storico avvolto da stradine tortuose e splendidi edifici bianchi. Le sue case tipiche, dotate di caratteristici tetti spioventi e da coperture realizzate con lastre calcaree, si ergono seguendo la forma circolare da cui la cittadina prende il nome, regalando a Locorotondo un’atmosfera unica e suggestiva.

Il borgo, grazie alla sua caratteristica architettura ed alla ricchezza storica, culturale ed enogastronomica che racchiude, attrae visitatori provenienti da tutta la penisola e non solo. A seconda del periodo della visita, i turisti possono ammirare diverse decorazioni, dai fiori profumati che adornano i balconcini alle esposizioni tematiche nelle vie del centro.

Ogni passo tra le viuzze di Locorotondo è un incontro con la storia e con i sapori autentici del sud Italia, rendendo l’esperienza di visitare questa località una tappa indimenticabile nel cuore della Puglia.

1. Il centro storico di Locorotondo

Se la Puglia per molti è sinonimo di mare, Locorotondo si presenta come un’esplorazione culturale, storica e artistica, unita alle tradizioni enogastronomiche dell’entroterra pugliese. Insignito con la prestigiosa Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, questo piccolo borgo sull’altopiano della Valle d’Itria, racconta storie antiche risalenti addirittura all’IX-IV secolo a.C. e cela tra i vicoli stretti del suo centro storico un ricco patrimonio culturale e artistico tutto da scoprire.

Il punto di partenza ideale quando si desidera sapere cosa vedere a Locorotondo è, senza dubbio, il centro storico, cuore pulsante del paese che si snoda tra stradine romantiche, chiese antiche, palazzi barocchi e piccole botteghe tradizionali.

Passeggiare per le vie centrali permette di esplorare la magia della cittadina ed ammirare le case tipiche di Locorotondo, caratterizzate da tetti spioventi e note come “cummerse”. La vera essenza del borgo si sprigiona in Piazza Vittorio Emanuele II, conosciuta come “il salotto del paese”, e tappa fondamentale della passeggiata in centro. Questo luogo, un tempo noto come Piazza Castello, si raggiunge varcando l’imponente Porta Napoli, circondata da sontuosi edifici ed arricchita dallo stemma della città di Locorotondo inciso sul pavimento.

Qui, tra un negozietto artigianale e l’altro, è possibile ammirare la Torre dell’Orologio che domina il panorama e racconta storie di epoche passate. Eretta nel 1819, la torre fungeva da sede dell’università e dell’antico parlamento di Locorotondo. Un’interessante particolarità dell’edificio riguarda le sue camere superiori, con delle affascinanti volte a botte a vista, un tempo utilizzate come prigioni. Attualmente, queste stesse stanze sono la sede dell’importante archivio storico del comune, trasformando un luogo di detenzione in un punto prezioso per la conservazione della storia locale.

Dopo questo tuffo nella storia, una sosta rigenerante è d’obbligo presso la Gelateria del Corso, un’oasi del gusto situata su corso XX Settembre, di fronte al palazzo del comune. Questo punto d’incontro, celebre per i suoi prodotti artigianali, diventa il paradiso di turisti e cittadini del borgo, che vengono deliziati con gelati freschi di alta qualità.

Una volta rigenerati con un momento dedicato alle delizie locorotondesi, il viaggio prosegue con un salto in via Morelli, così nominata in onore dell’omonimo palazzo dallo stile barocco che richiama le maestose architetture di Martina Franca. Percorrendo questa via, è possibile raggiungere Largo Soccorso, dove spicca la maestosa Cappella di Santa Maria del Soccorso, costruita nel lontano 1630 e contraddistinta dalla sobria facciata che sfoggia lo stemma della famiglia Barossa, committente di quest’opera d’arte.

2. Le chiese di San Giorgio e San Nicola

Il giro del centro storico partendo dal piacevole soggiorno in uno dei trulli a Locorotondo non termina qui, infatti, è proprio in questo punto della cittadina che sorgono due gioielli architettonici e spirituali da non perdere: la sontuosa Chiesa Madre di San Giorgio e la piccola Chiesa di San Nicola.

Il bianco campanile della Chiesa Madre di San Giorgio Martire, dedicata al patrono della città, abbraccia cittadini e turisti con la sua maestosità e, con l’imponente cupola, domina il panorama cittadino, sovrastando i tetti del centro storico e rendendosi visibile sin da lontano.

Costruita tra il 1790 e il 1825 sui resti di due antiche chiese, questa meravigliosa attrazione unisce stili ed epoche diverse. Gli ingegneri Giuseppe Gimma e Nicola Fasano, entrambi nativi di Locorotondo, furono gli artefici dei progetti e delle opere interne della chiesa.

Recentemente restaurata, la struttura offre ai visitatori la visione delle antiche fondamenta dei santuari su cui si erge, grazie all’uso di lastroni in vetro posizionati strategicamente. La facciata, esemplare di stile neoclassico, ospita in rilievo una magnifica rappresentazione di San Giorgio che affronta il drago, mentre agli angoli inferiori si ergono le statue di San Pietro e San Paolo. Il campanile, alto 47 metri, mostra ai quattro angoli del primo ordine le figure delle tre Marie e la Veronica, provenienti dallo smembramento del polittico della Pietà che originariamente risiedeva nella vecchia Chiesa Madre.

Internamente, la chiesa si sviluppa su una pianta a croce greca, con una maestosa cupola centrale alta ben 35 metri. A sinistra, la Cappella del SS. Sacramento si distingue per la presenza della Bibbia Pauperum, una serie di 42 riquadri che raffigurano scene bibliche, un patrimonio ereditato dalla precedente cappella cinquecentesca. L’abside della cappella è dominata da un’imponente tela ritraente l’Ultima Cena (1841), capolavoro del pittore napoletano Gennaro Maldarelli, autore anche della tela di San Giorgio datata 1841. Degna di menzione è anche l’opera della Madonna del Rosario (1769) di Francesco De Mauro, pittore martinese, incorniciata da 15 ovali raffiguranti i misteri. Ciascuna cappella è ornata da pregevoli altari barocchi di manifattura napoletana, realizzati tra il XVIII e il XIX secolo.

Non lontano da qui, sorge la discreta Chiesetta di San Nicola di Myra, un tesoro nascosto tra gli edifici bianchi del centro storico locorotondese. Sebbene la sua facciata si fonda con la semplicità degli altri edifici circostanti, l’interno celano vere e proprie chicche per gli amanti dell’arte.

Costruita nel 1660, la sua volta affrescata è uno scrigno di opere, narrando la vita e i miracoli di San Nicola di Myra. La configurazione architettonica segue il modello delle chiese rurali sparse sulla Murgia dei Trulli, dall’epoca medievale all’Ottocento, presenti nelle masserie e nelle Contrade a servizio delle comunità rurali. La facciata, come già accennato, è caratterizzata da un ingresso modesto, un timpano con un piccolo rosone e un campanile a vela (recentemente ricostruito). Un tetto a forma di cummersa copre la singola navata, rivestito con chiancarelle.

All’interno, la navata unica a volta a botte termina con un presbiterio elevato da due gradini, supportato da quattro pilastri che sostengono la cupola emisferica, il tamburo e i pennacchi. Questo mostra un modesto richiamo agli elementi classici, che all’esterno si traduce in una più comune copertura a cono di trullo.

A destra dell’altare, si apre un transetto asimmetrico composto da due locali comunicanti, di cui uno si affaccia sulla navata, forse originariamente adibito a cantoria o pulpito. Ciò che rende intrigante questa struttura è l’accostamento dei due principali modelli architettonici della Murgia e della Valle d’Itria: il trullo e la cummersa. Il termine “cummersa” potrebbe derivare dal latino “cum vertice,” che significa “a punta.” In italiano, “cummersa” conversamente indica la funzione dei tetti inclinati per la raccolta dell’acqua. I tetti di queste costruzioni, che siano chiese o abitazioni, sono notevolmente sporgenti, e nei paesi limitrofi vengono chiamati “pignon” in francese, riferendosi al timpano.

L’interno della chiesetta, infine, offre uno spettacolo affascinante per i visitatori grazie ai diversi dipinti murali ben conservati, i cui colori vivaci riflettono il recente restauro. Sulle volte della navata sono rappresentate storie della vita di San Nicola e alcuni dei suoi miracoli.

Entrambi i santuari, San Giorgio e San Nicola, emozionano chi li guarda con la pregevole fusione di storia, arte e devozione, arricchendo il tour di Locorotondo con racconti antichi e bellezza senza tempo. Per concludere la giornata di visita di Locorotondo con degustazione, non lontano da queste due attrazioni, è possibile deliziare il palato con i prelibati prodotti caseari ed i rinomati vini locali, regalando un’esperienza di grande valore nell’affascinante cittadina pugliese.

3. Villa comunale di Locorotondo

Nel suggestivo contesto del borgo di Locorotondo, le principali attrazioni sorgono a breve distanza l’una dall’altra. Tra le mete imperdibili a pochi passi dal cuore della cittadina, infatti, si trova un’altra tappa imperdibile: la Villa Comunale Garibaldi. Questa oasi verde offre un rifugio incantevole agli amanti della natura e delle attività all’aria aperta, invitando i visitatori a immergersi in un ambiente sereno e rigoglioso, ideale per passeggiate rilassanti o momenti di contemplazione nella bellezza paesaggistica della zona.

L’attuale ristrutturazione renderà i suoi sentieri percorribili attraversando terrazzamenti e vegetazione mediterranea. Oggi offre un’atmosfera calma ed invitante, ideale per famiglie, coppie e viaggiatori solitari che desiderano apprezzare la bellezza dei paesaggi circostanti adagiandosi su una panchina o camminando senza meta.

L’ingresso principale conduce i visitatori dal suo ingresso centrale fino a uno spazio aperto, che ospita il Monumento ai Caduti, circondato da un viale circolare. Qui, corridoi sinuosi delimitano aiuole dall’aspetto irregolare, invitando ad ammirare e respirare il profumo degli alberi maestosi posizionati lungo il percorso. Lecci, pini e Quercus ilex dominano il paesaggio, mentre le aiuole vengono periodicamente arricchite con fiori di diverse specie delimitati da siepi di lentisco.

Secondo il racconto di un medico locale, inoltre, il sito originario della Villa era un’area erbosa accarezzata da tre maestosi alberi di olmo, dove, nel 1665, si dice sia stata formalizzata la sfida che avrebbe portato ad un celebre duello tra nobili locali.

La storia ufficiale della Villa, invece, inizia nel 1860, quando Vittorio Aprile, durante il suo mandato da sindaco, creò questo giardino pubblico in onore di Giuseppe Garibaldi. La struttura è stata ampliata nel corso degli anni da vari sindaci, tra cui Domenico Scodalupi, arricchendola con dettagli architettonici come pilastri in marmo e cancellate in ferro battuto.

La Villa Comunale Garibaldi non è solo un parco aperto a tutti, ma un luogo di tranquillità e bellezza assolute, uno spazio verde dove la storia si mescola con la natura. Il suo paesaggio curato e la sua posizione panoramica offrono un rifugio perfetto per tutti coloro che desiderano esplorare la varietà di questo angolo di Puglia.

4. Strada dei vini da Locorotondo a Martina Franca

Per gli appassionati ed i curiosi delle esperienze di degustazione di vini, percorrere la Strada dei Vini Doc che collega Locorotondo a Martina Franca si rivela come un’esperienza straordinaria, tappa obbligata del viaggio in Puglia. Questa strada unisce i due pittoreschi paesi attraversando una regione ricca di testimonianze di antiche civiltà e produzioni vinicole di alta qualità. Il percorso si snoda tra diverse località della Valle dei Trulli, tra cui spiccano i comuni di:

  • Alberobello;
  • Martina Franca;
  • Locorotondo;
  • Fasano;
  • Cisternino;
  • Ostuni;
  • Ceglie Messapica;
  • Crispiano.

La vista dei vigneti, dei mandorli e degli ulivi lungo questa strada è incorniciata dai trulli, le singolari e antiche costruzioni a forma di cono che raccontano la storia e l’ingegno delle popolazioni locali. Questi tesori architettonici, insieme alle pittoresche casette rurali e alle antiche masserie, offrono uno scenario incantevole e tante chicche per il palato.

Il viaggio, dunque, parte da Locorotondo, con il suo suggestivo impianto circolare e include tappe come Alberobello, celebre per il suo centro storico punteggiato da oltre mille trulli e Martina Franca, con il suo raffinato palcoscenico barocco per poi proseguire attraverso Fasano, Cisternino, Ostuni, Ceglie Messapica e Crispiano, ciascun borgo con il suo fascino unico.

Per chiudere in bellezza questa avventura enologica, non c’è niente di meglio di una degustazione di vini presso Trulli il Castagno a Martina Franca. Immersi tra i filari di vite della Valle d’Itria, l’esperienza di degustazione proposta offre la possibilità di assaporare quattro vini tipici accompagnati da antipasti che racchiudono tutti i sapori ed i profumi del territorio. Un’occasione unica per avvicinarsi all’essenza della Puglia, un viaggio attraverso la tradizione e l’autenticità dei vini locali, adatto sia agli appassionati che agli esploratori di nuove sensazioni enogastronomiche.

Tempo stimato per visitare Locorotondo

Per abbracciare pienamente l’incantevole atmosfera di Locorotondo e scoprirne ogni suggestivo angolo, è consigliabile dedicarle almeno un giorno, meglio ancora un weekend intero. Questo consente di immergersi completamente nell’unicità della cittadina, apprezzando (con la dovuta calma) il labirinto di vicoli, l’affascinante architettura e i dettagli più nascosti. Per chi ha la possibilità di prolungare la visita, Locorotondo si svela in tutta la sua bellezza, permettendo scoperte più approfondite e un’esperienza ancor più ricca.

Il momento ideale per visitare Locorotondo dipende dalle preferenze e dalle necessità personali. Infatti, Locorotondo, entrata a pieno titolo tra i borghi più belli d’Italia, si presta ad essere esplorata tutto l’anno, ma la primavera potrebbe offrire la possibilità di ammirare i balconi fioriti senza il sovraffollamento tipico dell’estate.

Durante la primavera, dunque, il clima mite rende piacevole l’esplorazione del borgo, consentendo di apprezzare la bellezza dei paesaggi circostanti. Tuttavia, è bene sottolineare che Locorotondo assume un fascino speciale durante il periodo natalizio. Le luminarie e le decorazioni trasformano il borgo in un vero e proprio villaggio incantato, offrendo l’occasione di esplorare la cultura locale attraverso mercatini, eventi e tradizioni natalizie. Qui, le strade brillano di luci e le vetrine dei negozi espongono creazioni artigianali e prelibatezze culinarie tipiche del periodo, rendendo la visita a Locorotondo a Natale indimenticabile per ogni genere di turista.


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